VAJONT

9 ottobre 2017

di Paolo Cacciari

Ricordare la tragedia del Vajont è importante. Non solo per rispetto alle 1910vittime di allora, ma soprattutto per coltivare la memoria, denunciare le falsificazioni e le rimozioni dei fatti, ma anche capire le cause fondamentali che continuano a provocare distruzioni e lutti in tutto il mondo: la logica del massimo sfruttamento delle risorse naturali e del profitto.

.

Anche quest’anno per iniziativa del gruppo Cittadini per la memoria del Vajont siamo saliti sulla frana del monte Toc che riempie l’invaso della diga per la veglia in ricordo delle 1910 vittime della tragedia di cinquantaquattro anni fa: il 9 ottobre del 1963. Ci siamo stretti introno ad un falò sotto una splendida luna piena con i pochi superstiti e i parenti dei morti di Longarone, Igne, Fortogna, Provaga, Soffianco, Dogna, Casso, Erto. I paesi spazzati via dall’onda di piena che ha scavalcato la diga, il “gioiello della tecnologia italiana” del tempo.

Risultati immagini per vajont paolo cacciariAbbiamo ascoltato una ricostruzione teatrale della tragedia a cura della compagnia Teatro del Fiume di Maserada sul Piave e letture di testi preparati da alcune bambine e bambini. L’infaticabile giornalista Lucia Vastano ha ribadito per l’ennesima volta quanto sia importante coltivare la memoria, denunciare le falsificazioni e le rimozioni dei fatti, ma anche capire le cause fondamentali che continuano a provocare distruzioni e lutti in tutto il mondo: la logica del massimo sfruttamento delle risorse naturali e del profitto.

Per questa ragione alcuni anni fa era stata proposta una legge per istituire la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri industriali, scegliendo il 9 ottobre come data emblematica. Risultati immagini per vajont paolo cacciariIncredibilmente, nel corso dei vari passaggi parlamentari, il testo è stato stravolto nel suo significato aggiungendo anche le vittime dei “disastri ambientali” e specificando che si tratterebbe di eventi “causati dall’incuria dell’uomo”. Come se le frane del Vajont e della Stava, la diossina di Seveso e il cloruro di vinile di Porto Marghera, l’amianto di Casal Monferrato e le polveri di Taranto, l’esplosione della Moby Prince nel porto di Livorno, il rogo alla ThyssenKrupp di Torino e il deragliamento del treno nella stazione di Viareggio – solo per citare alcune delle innumerevoli tragedie che hanno funestato il nostro paese – fossero accidenti dovuti a calamità naturali o all’“incuria” di una indistinta umanità.

No! È stato detto da Turi Palidda, sociologo dell’Università di Genova, e ripetuto da tutti: così si coprono le colpe personali di chi si è macchiato di crimini immensi e si mistificano le ragioni strutturali di un modello economico industriale incurante degli effetti che produce sulla salute e sulla vita stessa delle persone. Ma, prima di tutto, si offende la memoria delle vittime.

Alla veglia hanno partecipato anche Luciano Pezzin, l’ex sindaco di Casso ed Erto, l’unico comune che non ha accettato i risarcimenti dell’Enel e che è rimasto in giudizio fino alla fine del processo in Cassazione nel 1996, Luciano Pezzin sindaco di Longarone, la sindaca di Vajont Lavinia Corona, Gino Sperandio presidente dell’Anpi di Belluno e il deputato Giorgio Zanin che ha lanciato l’idea di costruire un museo dedicato alla memoria di tutti disastri industriali in una scuola dismessa nel comune di Vajont. Risultati immagini per vajont paolo cacciariUno strumento questo utile non solo per mantenere alta la attenzione verso ciò che continua ad accadere in ogni luogo del globo (da ultimo l’inquinamento da PFAS – acronimo che sta per sostanze perfluoro-alchiliche – nelle acque di mezzo Veneto), ma per aiutare a lenire i traumi dei sopravvissuti, le cui “ferite invisibili” possono rimarginarsi solo se la società tutta saprà riconoscere le proprie colpe e assumersi le proprie responsabilità.

Alla veglia ha partecipato anche Filippo Melis, poeta sardo che al Vajont ha dedicato una raccolta di poesie e di testimonianze, AQVA. Non ci sarà la morte.

Erto e Casso 8 ottobre 2017

da www.comune-info.net

I commenti sono chiusi.