Home > BENI COMUNI, AMBIENTE, AGRICOLTURA, DEMOCRAZIA E DIRITTI, ECONOMIA E LAVORO > SE NON FIRMI PER LO STOP AL CETA, NON TI VOTO!

SE NON FIRMI PER LO STOP AL CETA, NON TI VOTO!

14 febbraio 2018

di Monica Di Sisto

Un “Decalogo” per un commercio più giusto e equo che la Campagna Stop TTIP Italia chiederà di sottoscrivere a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo. “Se non firmi, non ti voto” è la condizione che verrà posta dagli attivisti nella campagna social che partirà dalla settimana successiva.

.

“Mi impegno, se eletta o eletto, a bocciare la ratifica del trattato di facilitazione commerciale tra Europa e Canada (Ceta) per riaprire un dibattito in Europa sui contenuti e le regole del commercio tra Ue e il resto del mondo a partire da diritti, ambiente e coesione sociale e per impedire di subordinare, con trattati come questo, la salute, la sovranità alimentare, la salvaguardia dell’ambiente e delle condizioni di lavoro, alla liberalizzazione degli scambi”. E’ questo il primo dei dieci punti nel “Decalogo” per un commercio più giusto e equo che la Campagna Stop TTIP Italia chiederà di sottoscrivere a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo. “Se non firmi, non ti voto” è la condizione che verrà posta dagli attivisti nella campagna social che partirà dalla settimana successiva.

‘Se non firmi per lo stop al Ceta, non ti voto’: ecco le nostre condizioni per i partiti

Con un’Assemblea della piattaforma italiana Stop TTIP/Stop Ceta che si terrà sabato 10 febbraio a Milano presso il Cam in Corso Garibaldi 27 dalle 11 in collaborazione con Arci, Arcs, Ari, Assobotteghe, Attac, Cgil, Fairwatch, Greenpeace, Legambiente, Movimento Consumatori, Navdanya International, Slowfood, Terra! e Transform la campagna #NoCeta #NonTratto raccoglie il testimone dell’azione capillare degli oltre 50 comitati territoriali e 250 organizzazioni nazionali che ha bloccato la ratifica del Ceta in questa legislatura e rimette al centro gli impatti sull’economia, la società e l’ambiente di tutti i trattati.

Oltre 100 membri del Parlamento, provenienti da diversi schieramenti, hanno aderito all’Intergruppo No Ceta nella scorsa legislatura, perché preoccupati dell’impatto del trattato sul nostro Paese e i nostri diritti. L’azione di questa alleanza, grazie anche al contributo della Campagna Stop TTIP Italia e alle forti prese di posizione di Cgil, di Coldiretti e delle altre organizzazioni #NoCeta, ha guidato in Italia il fronte di opposizione in Europa, grazie al chiaro posizionamento di oltre 1.200 Comuni e 13 Regioni che hanno votato delibere critiche con i trattati, e che impegnano Giunte e Consigli locali a premere su Governo e Parlamento aprendo una riflessione ampia e approfondita nel Paese e in Europa.

Risultati immagini per Se non firmi per lo stop al Ceta, non ti voto’: ecco le nostre condizioni per i partitiI punti di impegno sollevati dalle organizzazioni elencano tutte le debolezze dei negoziati in corso, a partire da un maggior coinvolgimento degli eletti: si chiede, infatti, che i futuri deputati e senatori rifiutino “accordi negoziati senza un’adeguata e trasparente partecipazione dei cittadini e dei loro rappresentanti e delle loro organizzazioni, a partire dagli eletti nei Parlamenti europeo, nazionali e nelle Autorità locali, a garanzia dell’obiettivo che le politiche commerciali privilegino l’interesse generale e non quello di potenti lobbies economiche”.

Si vuole, ancora “chiedere e ottenere che tutti i negoziati commerciali collochino gli standard sociali e ambientali almeno al medesimo livello delle norme specificamente commerciali e rendano così effettivi meccanismi di sanzione per chi non li rispetta. Gli accordi su commercio e investimenti devono definire il Principio di precauzione come obbligo legale di tutelare salute pubblica e ambiente, da applicarsi a tutte le parti dell’accordo”. Si chiede ai candidati, tra l’altro anche “di respingere tutte le surrettizie limitazioni introdotte dai trattati commerciali alla tracciabilità dei prodotti, alla protezione e promozione delle Indicazioni geografiche, del “made in” e alla protezione dei consumatori”.

Tutti gli aspiranti parlamentari che sottoscriveranno gli impegni proposti nel Decalogo, di persona o via social, con un selfie con il logo della campagna o con una sottoscrizione cartacea, verranno segnalati sul sito della Campagna e riconvocati, a elezioni avvenute, per ricostituire l’Intergruppo parlamentare #NoCeta e sostenere le posizioni condivise.

Sul sito della campagna Stop TTIP Italia tutte le istruzioni sia per i candidati, sia per i loro potenziali elettori.

8/02/2108

da www.ilfattoquotidiano.it

I commenti sono chiusi.