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RESILIENZA O ESTINZIONE?

4 aprile 2019

di Movimento Decrescita Felice

Cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, crisi economica: scegliere il futuro dopo la crescita. Questi alcuni degli argomenti trattati nel corso del convegno “Resilienza o estinzione?” che si è tenuto il 22 marzo presso la Sala Convegni Polo Piagge dell’Università di Pisa. Con un significativo documento conclusivo da leggere.

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Cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, crisi economica: scegliere il futuro dopo la crescita. Questi alcuni degli argomenti trattati nel corso del convegno “Resilienza o estinzione?” che si è tenuto il 22 marzo presso la Sala Convegni Polo Piagge dell’Università di Pisa. Risultati immagini per RESILIENZA O ESTINZIONE?La crisi in corso imporrà cambiamenti radicali alle nostre vite. Molte cose saranno necessarie per adattarsi e preparare un futuro vivibile, ma tutto sarà inutile se non saremo capaci di salvaguardare la funzionalità della biosfera. Anche la lotta al cambiamento climatico non può prescindere dalla tutela della biosfera, un campo in cui anche azioni di livello locale e nazionale possono dare risultati rapidi e consistenti. Una civiltà senza petrolio è difficile, ma senza biodiversità, fertilità ed acqua dolce la stessa vita umana è impossibile.

Tra i relatori anche Luigi Giorgio, componente del direttivo nazionale MDF, e Simone D’Alessandro, docente di Economia presso l’Università di Pisa, nel loro intervento hanno presentato un aggiornamento sulle strategie per una sostenibilità sociale della transizione energetica. Inizialmente è stata menzionata l’analisi degli indicatori che valutano il superamento dei limiti biofisici e il raggiungimento dei bisogni sociali di 150 nazioni, incluse tutte quelle del G20, da cui è emerso che nessun paese ad oggi ha una posizione sufficiente in entrambe le aree.

Successivamente sono stati esaminati i risultati del modello macroeconomico sviluppato dall’Università su richiesta di MDF (che ha collaborato a definirne le funzionalità) da cui è emerso che per raggiungere l’obiettivo dell’Unione Europea di una riduzione dell’80% delle emissioni di CO2 al 2050 sono necessarie, oltre alle misure descritte nel Piano Nazionale Clima Energia, delle politiche di decrescita quali la riduzione dell’orario di lavoro, l’incremento dell’economia locale, la riduzione dei consumi. Politiche che permettono anche di ridurre significativamente la disoccupazione e la disuguaglianza di reddito all’interno del paese. L’intervento è stato calorosamente apprezzato dalle circa 300 persone presenti in sala.

QUI l’importante documento conclusivo che invitiamo a leggere e condividere.

27/03/2019

da www.decrescitafelice.it

 

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