Home > DEMOCRAZIA E DIRITTI > 70 ANNI FA, LA COSTITUZIONE

70 ANNI FA, LA COSTITUZIONE

24 dicembre 2017

70 anni fa, la Costituzionedi Rocco Artifoni

Il 22 dicembre del 1947 venne presentato in Parlamento il testo definitivo della Costituzione, frutto di un anno e mezzo di intenso lavoro e di una passione civile che cittadini e politici dovrebbero ricordare e recuperare.

.

“Questa Carta che stiamo per darci è, essa stessa, un inno di speranza e di fede”: con queste parole Meuccio Ruini, presidente della Commissione per la Costituzione, il 22 dicembre di 70 anni fa presentò il testo in Parlamento, prima di procedere alla votazione finale.

E aggiunse: “Abbiamo la certezza che durerà a lungo e forse non finirà mai, ma si verrà completando ed adattando alle esigenze dell’esperienza storica”. Parole che dimostrano la consapevolezza e la lungimiranza dei costituenti nel voler “costruire qualche cosa di saldo e di durevole”, il che è possibile soltanto con “uno spirito comune, uno sforzo di unità sostanziale”.

Risultati immagini per meuccio ruini costituzione

Meuccio Ruini

In effetti oggi desta stupore come sia stato possibile che politici tra loro molto diversi per storia e ideologia siano riusciti a trovare un così rilevante punto di incontro e di equilibrio. Meuccio Ruini, proprio quel 22 dicembre del 1947, spiegò che “una Costituzione non può più essere l’opera di uno solo, o di pochissimi. Deve risultare dalla volontà di tutti i rappresentanti del popolo; e i rappresentanti del popolo non si conducono con la violenza; l’unico modo, in democrazia, di vincere è di convincere gli altri”. Tutto ciò comporta sicuramente anche un vantaggio: “Che tutti i rappresentanti del popolo, tutte le correnti del popolo da essi rappresentate possono dire: questa Costituzione è mia, perché l’ho discussa e vi ho messo qualcosa”.

Le attività della Costituente, nel corso di un anno e mezzo, sono la dimostrazione della tenacia che pervase tutti gli eletti e della volontà di assolvere al compito affidato dagli elettori. Umberto Terracini, presidente dell’Assemblea, parlò giustamente di “lavoro instancabile”. Ne fanno fede le 347 sedute parlamentari, delle quali 170 esclusivamente costituzionali; i 1.663 emendamenti che furono presentati sui 140 articoli del progetto di Costituzione, dei quali 292 approvati, 314 respinti, 1.057 ritirati od assorbiti; i 1.090 interventi in discussione da parte di 275 oratori; i 44 appelli nominali ed i 109 scrutini segreti; i 40 ordini del giorno votati;

Risultati immagini per umberto terracini costituzione

Umberto Terracini

gli 828 schemi di provvedimenti legislativi trasmessi dal governo all’esame delle Commissioni permanenti ed i 61 disegni di legge deferiti all’Assemblea; le 23 mozioni presentate, delle quali 7 svolte; le 166 interpellanze di cui 22 discusse; le 1.409 interrogazioni, 492 delle quali trattate in seduta, più le 2.161 con domanda di risposta scritta, che furono soddisfatte per oltre tre quarti dai rispettivi dicasteri.

Fu ancora Meuccio Ruini a sottolineare come “l’esigenza dell’opera collettiva, della collaborazione di tutti, in democrazia è l’inevitabile ed è la forza stessa della democrazia”. Per questa ragione – aggiunse profeticamente il presidente della Commissione dei 75 – “quando oggi voteremo, il largo suffragio che daremo alla nostra Costituzione attesterà che, malgrado i dissensi e le lacerazioni, è scaturita dalle viscere profonde della nostra storia, la convergenza di tutti in una comune certezza; il sicuro avvenire della Repubblica italiana”. Il risultato è noto: 453 voti favorevoli e soltanto 62 voti contrari.

Subito dopo l’approvazione della Costituzione, Umberto Terracini intervenne in Aula per proiettare il risultato verso il futuro: “L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa lo affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore. E noi stessi, onorevoli deputati, colleghi cari e fedeli di lunghe e degne fatiche, conclusa la nostra maggiore opera, dopo avere fatta la legge, diveniamone i più fedeli e rigidi servitori”.

Risultati immagini per alcide de gasperi costituzione

Alcide De Gasperi

Non solo: “La Costituzione postula, senza equivoci, le riforme che il popolo italiano, in composta fiducia, rivendica. Mancare all’impegno sarebbe nello stesso tempo violare la Costituzione e compromettere, forse definitivamente, l’avvenire della Nazione italiana”. A conferma di questa impostazione, chiese la parola anche Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei Ministri: “Il governo ora, fatta la Costituzione, ha l’obbligo di attuarla e di farla applicare: ne prendiamo solenne impegno. Noi tutti però sappiamo, egregi colleghi, che le leggi non sono applicabili se, accanto alla forza strumentale che è in mano al governo, non vi è la coscienza morale praticata nel costume”.

Risultati immagini per vittorio emanuele orlando costituzione

Vittorio Emanuele Orlando

A conclusione della seduta, venne data la parola anche a Vittorio Emanuele Orlando, che aveva aperto i lavori dell’Assemblea Costituente, il quale spiegò come si fosse giunti a questo risultato: “Per merito di chi? Di tutti: attraverso i dissensi, malgrado i contrasti, ognuno di noi ha contribuito a quest’opera. E vi è solidarietà, unità, anche fra coloro che hanno sostenuto le tesi più diverse e più opposte, perché in ciò sta la bellezza della libertà parlamentare”. E così concluse: “Ora, la Costituzione ha avuto la sua consacrazione laica. Essa è al di sopra delle sue discussioni. Noi dobbiamo ad essa obbedienza assoluta, perché io non so concepire nessuna democrazia e nessuna libertà se non sotto forma di obbedienza alle leggi, che un popolo libero si è date”.

A quel punto sembrò che la giornata del 22 dicembre 1947 potesse passare alla storia, ma un deputato a sorpresa chiese la parola, che il Presidente Umberto Terracini immediatamente accordò. Mario Zagari, partigiano già membro del Comitati di Liberazione nazionale (CNL), disse: “Poiché, per ragioni indipendenti dalla mia volontà, non ho potuto partecipare alla votazione finale della Costituzione, dichiaro che, se fossi stato presente, avrei votato a favore”. Questo intervento “postumo” dovrebbe costituire il miglior esempio per l’atteggiamento che tutti i cittadini e soprattutto tutti i rappresentanti del popolo oggi dovrebbero mantenere nei confronti della Costituzione della Repubblica Italiana.

22/12/2017

da www.pressenza.com

I commenti sono chiusi.